Diario di Lanzarote, Marzo 2026

Una collina vulcanica di colore bruno-rossastro si erge sotto un cielo limpido, con diverse auto parcheggiate sulla strada sterrata ai suoi piedi.

É il 21 maggio. Sto attraversando le strisce pedonali di Viale Stazione per dirigermi al treno in partenza da Mestre che mi porterà in qualche ora a destinazione e mentre calpesto le strisce bianche mi passa per la testa l’iconica copertina di un album dei Beatles immortalati mentre attraversano anch’essi una strada qualsiasi in un giorno qualsiasi.

Faccio un passo, poi un altro…. il semaforo è verde e ho tempo. Cammino come se una telecamera mi riprendesse a rallentatore e immagino di essere THE BEATLES, non uno di loro, tutti loro, esattamente in quel momento in cui la famosa foto fu scattata e per un attimo mi sento parte della storia. Fuori la vita scorre e nessuno presta attenzione a me, ed io nel mio anonimato mi rilasso prestando inosservata attenzione a quello che mi circonda.

Vedo il camion della pulizia stradale e i due ragazzi che sorridono tra loro mentre il getto d’acqua lava il marciapiede. Osservo la ragazza accanto a me con i capelli corvini e la carnagione color caramello. É preoccupata per qualcosa, e mi accorgo della sua inquietudine per farne parte e poi spostarmi ai raggi del sole che si riflettono sull’acqua sparsa sulla strada. Tutto è perfetto. Tutto coesiste.

Nelle mie orecchie suona “Freshwater” dell’autore Chen Yung e mentre scendo le scale per raggiungere il binario 8, mi rendo conto che sono trascorsi più di due mesi dal primo corso che abbiamo fatto a Lanzarote e che non mi sono ancora presa il tempo per farne un lungo racconto.

Ho rivisto le foto già parecchie volte, ma non ho scritto nulla, perché semplicemente ho lasciato che il mio tempo venisse occupato da cose meno interessanti, a volte persino inutili. Così decido che oggi è il giorno in cui cambio registro. E inizio ora.

Mentre prendo questa decisione, la mia mente prima occupata da info e pensieri inutili che sembravano importanti ma non lo erano, si sgombra … e poco dopo la mia mente viene occupata da una carrellata delle immagini più importanti di quei 7 giorni a Lanzarote con il primissimo gruppo che è partito con noi dicendo “sì, ci sono”. E alcuni di quei “flash” di quegli scatti, proprio come la foto dei Beatles, sono impressi nel mia mente, diventando degli iconici della mia vita.

Attraverso alcuni di quegli scatti ti racconterò una parte del corso “Disegna il tuo Destino”. Ometterò molte cose, soprattutto quelle che riguardano le profonde condivisione fatte da chi c’era. Parafrasando un famoso detto di Las Vegas vi direi “ciò che accade a Lanzarote, rimane a Lanzarote”. Rimane lì e nell’animo di chi l’hai vissuto. Ma ci sono delle cose che so di poter condividere e allora ti racconto questa esperienza, vista attraverso i miei occhi.

GIORNO 0: Il volo, la fila, la villa.

Treviso-Lanzarote, 12 Marzo 2026

Sei persone sono sedute attorno a un tavolo in un ristorante informale e sorridono per un selfie di gruppo; sul tavolo ci sono bevande e vassoi, con altri commensali sullo sfondo.

Che si sappia. Chiunque parte in mia compagnia non può sperare di sottrarsi alle foto di gruppo. Non importa quanti lamenti emergano; la foto che sancisce l’inizio di un viaggio è un rito e non può essere infranto. Pertanto metti in conto che se mai viaggerai con me (e Alessandro) sia che tu abbia un entusiasmo reale o simulato riuscirò a ritrarti in quello scatto pre-partenza (anche se poi dovrò oscurare pubblicamente il tuo visto perché non vuoi essere visibile).

Siamo partiti dall’aeroporto Canova di Treviso. É un aeroporto molto piccolo, ma rispetto ad alcuni anni fa è migliorato. Ryanair ha appena aggiornato le politiche di volo e da questo viaggio non saranno più ammessi i biglietti cartacei, così tra me e me prego che tutto vada bene. Riusciamo a passare ai controlli anche se molti di noi hanno problemi con il biglietto elettronico, ma alla fine passiamo tutti. Lì seduti su un tavolino mangiando qualcosa tiriamo fuori la cartina dell’isola e iniziamo a fare piani per i giorni seguenti. Devo ammettere che questo è davvero un sogno che si realizza per me e Alessandro. Un corso di 7 giorni a Lanzarote con i nostri clienti. Che meraviglia!

Il clima è gioioso e velocemente arriva il momento dell’imbarco mentre ogni tanto scherzo (ma non troppo) con Andrea mettendogli ansia sul fatto che potremmo perdere l’aereo se non stiamo attenti. L’imbarco è veloce e semplice. Da una parte Stefania, Alex, Alice, Andrea, Anna che sono nella fila prioritaria. Dall’altra in quella che io chiamo la “fila pezzenti” Gloria ed io, che avendo spedito il bagaglio viaggiamo in una categoria diversa. Gloria ed io chiacchieriamo del più e del meno e poi inizio a darle qualche lezione di spagnolo. Ad un certo punto Gloria mi chiede:

“Ma come mai sei così brava ad insegnare spagnolo?”
“Perché sono laureata in ispano-americano Gloria.”

Gloria rimane stupita di questa informazione e io per un attimo ripenso a quando appena dopo la laurea mentre stavo avviando la carriera di coaching, davo lezioni di spagnolo. Le lingue sono fantastiche comunque… nessun google translator o app di traduzione, potrà sostituire un essere umano in grado di parlare davvero un’altra lingua e di connettersi a chi comunica in quella lingua.

Se potessi esprimere un desiderio a gratis mi piacerebbe comprendere e parlare tutte le lingue del mondo. Ma proprio tutte. Ma se dovessi sceglierne 3 (oltre allo spagnolo e all’inglese che fanno già parte del mio bagaglio) vorrei sapere perfettamente il portoghese, il wolof, il coreano. Le prime due per parlare con gli amici nella loro lingua madre, il terzo per ascoltare i drama coreani e capirli senza guardare i sottotitoli mentre preparo la cena.

Forse mentre leggi ti starai chiedendo perché sto divagando, parlando a caso dei fatti miei. Non lo sto facendo. Quello che realmente sto facendo è entrando in uno spazio in cui entro quando lavoro. E’ uno spazio che chiamo “il regno delle possibilità” dove io stessa inizio ad aprire la porta ai miei più profondi desideri. Sia quelli che credo siano fattibili, sia a quelli che credo impossibili. Apro la porta a quelli che vorrei che mi cadessero in braccio senza fare nessuna fatica, e apro la porta a quelli che so che per crearli, dovrò diventare qualcosa che non sono ancora… Ed ecco la prima delle grandi verità su qualsiasi lavoro che abbia a che fare con l’insegnamento, il coaching, la terapia, il benessere:

La qualità mentale del professionista che scegli vale infinitamente di più della tecnica/approccio/disciplina che ti insegnerà.

L’essere umano impara dallo stato d’animo altrui ancora prima che dalle info che gli vengono proposte. L’insegnante migliore che ricordi dei tuoi anni di scuola, magari non insegnava nemmeno una materia che ti interessava, eppure era una persona che ti è rimasta dentro. Ecco. Sappi che funziona così sempre, in qualsiasi luogo dove andrai.

Quindi ho una domanda per te che leggi (e che in questi giorni faremo anche ai partecipanti):

  • Che tipo di persona crea facilmente secondo te, la vita che anche tu vorresti vivere?
  • E tu, sei disposto/a ad essere quel tipo di persona?

Alla fine della fiera, questa è una delle poche domande che contano davvero.

Arriviamo a Lanzarote in orario eppure… il mio intuito pare essere andato in vacanza e ci mettiamo nella fila sbagliata per ritirare le auto. I commessi sono lenti come le lunghe file in posta quando hai fretta e quelli che stanno allo sportello sono lì per spedire pacchi improbabili o far quadrare conti che non quadrano. Ci mettiamo quasi un’ora e mezza per ritirare due auto, ma oggi abbiamo imparato una cosa. Al prossimo viaggio che faremo ad ottobre, sappiamo dove ritirarle per fare più in fretta. Alla fine ci impossessiamo delle nostre automobili a noleggio e partiamo verso la Villa che abbiamo affittato a Playa Honda. Confesso di avere timore che la Villa non esista o che non sia all’altezza delle foto. Sono decisamente paranoica quando si tratta di prenotazioni e viaggi.

Poi arriviamo lì, troviamo il cancello, constato che le chiavi aprono veramente le porte e la nostra villa ci accoglie… ed è semplicemente fantastica, meglio delle foto, che di questi tempi è il miglior complimento si possa fare alla realtà. Missione compiuta. Dopo esserci sistemati, aver fatto la spesa e aver mangiato in un ristorante lungo mare, concordiamo che la giornata è stata davvero lunga e di comune accordo decidiamo di andare a dormire per iniziare alle 8:00 ufficialmente il nostro corso DISEGNA IL TUO DESTINO.

Tutti si ritirano nelle loro stanze. Verso le due mi alzo come di consueto per andare in bagno. Il vento soffia. La Villa con l’immensa vetrata mi mostra l’isola nel silenzio della notte. Mi avvicino alla vetrata in silenzio. Il mio cuore si sente a casa.

Ciao Lanzarote. Siamo tornati.

GIORNO 1: Iniziamo

Lanzarote, 13 Marzo 2026

Vista del tramonto sui tetti bianchi e sul mare, con due sedie a sdraio in legno e piante in vaso su una terrazza piastrellata in primo piano.

Mi alzo alle 6:30 con il buio, ma si vede che sta per sorgere il sole. Ecco il primo immenso regalo che mi fa Lanzarote mentre faccio Yoga e mi bevo il primo caffé sull’isola.

Il corso inizia in modo diretto e profondo e trascorriamo le prime quattro ore del mattino tra il tavolo del soggiorno della Villa e i divanetti esterni mettendo le basi che ci serviranno per i successivi giorni. Ovviamente non mi addentrerò nell’insegnamento, ma nella sessione sì. Oggi si tratta di iniziare a chiedersi:

Se tutto fosse possibile, davvero, cosa vorrei da qui in avanti?

Oggi si apre la mente, si lascia spazio alle intuizioni, senza censura, senza limitarsi ancora prima di sapere cosa desideriamo davvero. Il gruppo inizia a crearsi, la sensazione inizia a diventare forte e già verso l’ora di pranzo ci sembra di essere lì insieme da sempre.

Che forte questa cosa del tempo. In un attimo ti senti da sempre in un luogo. In un attimo ti sembra di essere sempre stato con quelle persone sconosciute fino a ieri. Che cosa incredibile.

Nel pomeriggio decidiamo di dividerci. Alcuni di noi rimangono a casa, alcuni vanno a Sud, per perdersi tra i paesaggi vulcanici e andare a vedere alcuni punti panoramici mozzafiato. Due sono gli scatti iconici di oggi per me: il momento in cui vedo una parte del gruppo di fronte a me. Il vento ci sferza e siamo solo noi in mezzo alla natura.

Quattro persone con gli zaini in spalla camminano lungo un sentiero roccioso e accidentato sotto un cielo sereno.

Poi il momento in cui vedo il colore di un vulcano dormiente vicino alla nostra auto (la foto iniziale dell’articolo). Si avverte nell’aria la sensazione di profondo benessere che c’è tra noi tutti. C’è libertà. La sentiamo ovunque.

Torneremo a casa alle 18:00. Ci riuniremo con gli altri partecipanti e faremo altre due ore di corso tutti insieme e una cena rilassata. Ma ora prima di tornare assaporo questa sensazione in cui tutto è perfetto. E il colore di quel vulcano scalda dentro, proprio come quando iniziamo a respirare a fondo e a sentire che tutto diventa un po’ più possibile per noi.

GIORNO 2: Playas del Papagayo

Lanzarote, 14 Marzo 2026

Stiamo iniziando a prendere un ritmo perfetto come gruppo. Stamattina faremo tre ore di corso, poi usciremo e andremo a fare trekking ed esplorazione con chi vuole al Sud nella zona di Playas del Papagayo.

Ogni giorno finita la parte dedicata al corso, ognuno è totalmente libero di fare quello che desidera e chi vuole può unirsi a me e Alessandro nelle nostre esplorazioni dell’isola. Ovviamente questo ci permette di avere delle conversazioni extra con le persone che approfondiscono ancora di più l’esperienza di tutti. Stamattina abbiamo continuato a creare lo spazio perché profonde intuizioni emergano, perché limiti non più utili per i partecipanti svaniscano e abbiamo anche riflettuto sul “perché” vogliamo davvero qualcosa. Mi spiego. A volte crediamo di volere qualcosa, ma quello che vogliamo in realtà è una sensazione migliore dentro di noi. A volte crediamo che per ottenere quella sensazione dovremo fare o avere cose. Scoprire il “perché” che sta dietro ai nostri desideri ci permette di aggiornare quelli che vanno aggiornati, lasciar andare quelli che erano desideri una volta, ma non ci rappresentano proprio più, e fare spazio solo a quelli che in noi risvegliano una sensazione di certezza e semplicità che è quella la cosa giusta, davvero giusta per noi.

C’è tanto, tantissimo da raccontare di questa giornata. Ma ho troppo da dire. Davvero troppo. E allora faccio calare il silenzio, chiudo gli occhi e vedo lo scatto iconico di oggi. Quel panorama immenso, meraviglioso ed eterno di fronte ai nostri occhi, che sembra dirci:

“Sei al posto giusto. Sei molto di più di quello che pensi. Sei esattamente dove dovresti essere. Fidati di quello che stai desiderando. Fidati e basta e lascia andare tutto il resto.”

Quattro persone con gli zaini in spalla camminano su un sentiero di ghiaia affacciato sull’oceano, sulle scogliere e sulle montagne in lontananza, sotto un cielo azzurro e limpido.

GIORNO 3-4-5: Relax, Coaching al bar e in cammino, Riflessioni profonde, Magia

Lanzarote, 15-16-17 Marzo 2026

I tre giorni seguenti sono stati un mix di tantissime emozioni, momenti e cose diverse. Solitamente a metà di un viaggio o una esperienza profonda arrivano momenti di apertura, di stanchezza, di pianto e di rinascita che decisamente fanno parte dell’intensità che esperienze come queste portano.

Nei giorni centrali Alessandro ed io offriamo ai partecipanti, oltre al format del corso, la possibilità di fare delle conversazioni di coaching con noi nei momenti di pausa. Quel momento in cui i coachee si permettono di raccontarti le loro riflessioni, di dire ad alta voce senza sentirsi giudicati quello che vogliono davvero è magico semplicemente magico. Alessandro ha assunto il ruolo di “coach itinerante” mentre io quello di “coach residente” ed ecco che chi voleva rilassarsi a bordo piscina o a guardare il tramonto sorseggiando un aperitivo ha scelto me come coach, mentre chi sentiva il desiderio di muoversi e dare voce alle proprie intuizioni in movimento ha scelto Alessandro. Tutto è stato perfetto. Nessuna delle cose condivise verrà rivelata, come sempre. Eppure ogni volta è come se si aggiungesse un tassello di libertà alla mia vita. So essere così anche per Alessandro.

La foto di oggi è un mix di quattro foto. Una con Gloria mentre facciamo una sessione di coaching pazzesca fronte mare con un buon bicchiere di sangria, una a bordo piscina in un momento che precede un coaching individuale, una di Alessandro che cammina a Playa Quemada immerso in una conversazione di coaching e una in penombra in quello spazio immenso di fronte all’oceano che tutti noi abbiamo abitato in questi giorni.

Un collage di quattro foto ritrae donne che camminano su una spiaggia, fanno un’escursione su un sentiero roccioso, si rilassano a bordo piscina e sorseggiano un drink, immortalando diverse attività all’aria aperta e di svago.

Ogni volta che vediamo qualcuno più libero, presente e capace di creare quello che vuole è una sensazione indescrivibile per noi. Ed è il motivo per cui facciamo questo lavoro.

Quest’isola è testimone di trasformazione. Ad ogni nostra domanda, ci sono risposte che emergono con maggiore libertà. E allora penso a tutti i nostri clienti e a come sarebbe la loro vita se vivessero sempre da questo spazio.

E tu, se fossi libera o libero di essere chi sei davvero, cosa smetteresti di fare? Cosa inizieresti a fare?

Fai un respiro e poi apriti a quello che emerge in te…

GIORNO 6: Teguise, i ricordini, l’ultima cena

Lanzarote, 18 Marzo 2026

Molte cose si sono compiute in questi giorni. La più importante è che chi è partito ha avuto dei profondi momenti di trasformazione interiore, ma questo lo leggerai o ascolterai nei loro testimonial, se li pubblicheremo. Il corso è quasi finito, oggi faremo 2 ore al mattino e 2 al pomeriggio. Ma c’è una cosa che avrei gradito scampare e invece non ci sono riuscita… seguire i partecipanti a Teguise per l’acquisto dei famigerati ricordini…. aiuto! Non la mia esperienza preferita, ma tutto sommato il giro a Teguise con la pioggerellina è molto gradevole e mi ritrovo a fare una conversazione di coaching inaspettata con una partecipante in una delle locande della cittadina. Questo sì mi piace. Alessandro ed io gironzoliamo un po’ e poi il tempo peggiora, quindi tutti di comune accordo decidiamo di tornare a casa e preparare con calma le valigie dato che domani avremo l’alzataccia alle 3:45 del mattino.

Sulla strada faccio una sosta con Andrea e Alice a Costa Teguise perché ho una sensazione che voglio seguire e infatti quando arriviamo, lascio Alice e Andrea ad ascoltare della musica dal vivo in un localino mentre io gironzolo fino ad arrivare a una spiaggia diversa da quelle che abbiamo visto in questi giorni. Mi rendo conto che potrebbe rivelarsi perfetta se tornassimo con altri gruppi qui e magari ci fossero persone che amano anche starsene un giorno in spiaggia a poltrire. Bellissima.

La stagione sta per iniziare anche qui come da noi e tutti i locali fronte mare, sono in grande fermento, con piccoli o grandi lavori in corsi che fanno presagire quella rinascita che ogni anno verso fine marzo e aprile caratterizza i posti di mare, che da città fantasma si trasformano in luoghi pieni di vita. Assistere a questa fase intermedia è forse una delle cose più affascinanti dei luoghi di mare.

Dopo aver mostrato ad Alice e Andrea la spiaggia, rimontiamo in macchina verso casa. Gli altri sono già quasi pronti e Alessandro prende posto nel tavolone di vetro che ha accolto quasi tutti i nostri momenti salienti del corso, con l’improbabile Buddha di plastica che spunta alle spalle e al quale ormai ci siamo abituati… quasi affezionati direi.

Quattro persone sono sedute attorno a un tavolo di vetro e stanno discutendo; sul tavolo ci sono fogli, penne e un tablet; in primo piano si intravede un volto sfocato.

Le ultime condivisioni del corso sono veramente toccanti, e anche il rendersi conto che questo viaggio non si conclude davvero, perché sebbene ci sia una naturale conclusione come ogni esperienza della vita, tutto quello che i partecipanti hanno compreso, intuito, visto di rilevante per loro stessi in questi giorni, non si fermerà qui a Lanzarote ma li accompagnerà da qui in avanti.

Il destino in fondo, è una mescolanza di quanto ascolto diamo ai nostri desideri profondi, quando siamo disposti a fidarci e quanto anche a riconoscere l’inaspettato che a volte capita proprio per aiutarci a dare forma in modi “diversi” da quello che “programmavamo” ai nostri desideri più profondi.

La cena, l’ultima di questo viaggio è stata perfetta. Fatta di avanzi condivisi di tutte le spese fatte individualmente o in gruppo di questi giorni, seguita da un gioco di carte chiamato Flip7 in cui non sono mancati insulti (in amicizia), risate, sfide e anche qualche riflessione giocosa, ma non troppo sull’intuito. Non posso pubblicare la foto iconica che vorrei della giornata, quella con i turbanti e facce titubanti che i partecipanti conoscono bene. Quella è solo per noi.

Ore 23:00 le luci si spengono quasi per tutti. Gli zaini e i trolley aperti ma assemblati attendono di essere chiusi trasportando il loro contenuto originale e facendo spazio alla trasformazione di questi giorni. Buonanotte a tutti noi.

GIORNO 7: Hasta pronto Lanzarote

Lanzarote-Treviso, 19 Marzo 2026

Ci siamo alzati alle 3:45. Ancora una volta il gruppo ha deciso di assecondare la mia “pazzia” pre-partenza e arrivare nel minuscolo aeroporto con quasi 3 ore di anticipo. Santi partecipanti, santo Alex. Grazie gente. Fuori è buio e nella nostra villa di Alexia Beach le luci sono spente, tranne poche lampadine soffuse per non turbare la quiete notturna. Silenziosamente ognuno si prepara. La casa è in ordine dalla sera prima e non c’è frenesia nell’aria.

Rifaccio per l’ultima volta il letto della stanza mia e di Alex. La sento mia. Qui ci tornerò. Gloria e Stefania scendono per organizzare le ultime cose. Non ricordo se si mettono a fare dei panini per tutti o se li hanno fatti la sera prima, comunque le vedo con in mano un sacchetto della spesa dell’IPER DINO che contiene il pranzo comune.

Mentre Alex ed io finiamo di spostare i nostri bagagli scendono anche Andrea, Alice e Anna dal piano superiore e so che tra qualche minuto saremo pronti ad uscire. Esco per un ultima volta nella terrazza e guardo ad Est, verso la direzione in cui abbiamo visto il sole sorgere ogni mattina da quando siamo qui. Respiro. Una parte di me sta salutando l’isola. Una parte di me la sta assorbendo nell’anima. Una parte di me sta promettendo.

Sto promettendo a Lanzarote che tornerò. E’ una promessa che le avevo già fatto nel 2023, ed è una promessa che ho fatto solo ad un altro luogo del mondo, un luogo chiamato Madrid. So che qui c’è una parte di me, e so che tornerò ancora e ancora insieme ad Alex. Mi giro e vedo Alex che mi guarda. I nostri sguardi si incrociano e non ci diciamo nulla, ma ci diciamo tutto. Lui sorride e accenna un “sì” con la testa. So perfettamente cosa significa quel “sì”.

“Sì, Clarita, torneremo presto qui nella nostra isola”.

Dopo quel momento così intimo, torniamo ad essere nel gruppo. L’ora è arrivata. E’ il momento di salutare la Villa. Usciamo ordinatamente e di buon umore. Inciampo una volta ancora sul micro scalino che sancisce l’inizio del passaggio che collega la Villa al cancello di entrata principale e penso “dannato scalino, mi mancherai pure tu”. Il rumore delle ruote dei trolley accompagna la nostra sfilata di uscita. Esce Stefania, poi Alex, poi Alice, poi Anna, Andrea, Gloria, e poi io, che con la chiave in mano giro per l’ultima volta la serratura e depongo il juego de llaves nella cassa di sicurezza.

Tutti ci giriamo a salutare la villa e poi ci dividiamo nelle due auto verso il brevissimo tragitto verso l’aeroporto. Per strada non c’è nessuno e arriviamo senza intoppi. Parcheggiamo le nostre auto a noleggio negli slot riservarti alla Cicar e poi Andrea ed io facciamo scivolare le chiavi delle auto nella cassetta della posta, come da indicazioni dell’agenzia. E’ fatta: il viaggio e le responsabilità sono finite e io sento che adesso posso pure perdere l’aereo, che tutto è stato fatto e questa esperienza è stata perfetta e straordinaria in ogni suo momento, per tutti. Gratitudine è l’unica cosa che sento.

Se l’energia si sente a distanza di chilometri, figuriamoci a distanza di metri. Stefania in breve si rende conto che sono entrata in modalità offline-ferie-relax, e si rende conto che ho smesso di incalzare il gruppo e vago con una lentezza esasperante per l’aeroporto. Così prende lei il comando e ci guida verso il gate. Io scoppio a ridere e la ringrazio per il piglio da tour operator.

Passato il gate Andrea ha la straordinaria idea di dimenticare incustodito il proprio trolley ai passaggi di sicurezza e se ne ricorda solo dopo essere arrivati alla porta di imbarco… OH SIGNORE! Così mi riattivo e vado con lui a cercare il trolley, immaginando già uno scenario in cui la polizia aeroportuale sta perquisendo la valigia in cerca di bombe. Ma quando arriviamo ai check in, la sua valigia, ignorata da tutti, sta lì in mezzo al nulla in attesa di qualcuno che la recuperi… decisamente i controlli di Lanzarote non sono quelli di Venezia, nè di Madrid… adorata parte di Spagna che rimane in relax sempre e comunque. Ridiamo dell’accaduto insieme e ci riuniamo al gruppo, anche se questa divagazione mi da modo di ripassare nella zona Duty Free e onorare la mia tradizione di cambiare profumo negli aeroporti. Una spruzzata qui, una là… ed eccolo. Il mio nuovo profumo mi ha trovata. Benvenuto nella mia vita Paco Rosè.

Raggiungo il gruppo e appena Stefania mi vede invita tutti a “darsi una mossa”. Mentre gli altri vanno avanti, Alex ed io sappiamo che la nostra condottiera ci condurrà sani e salvi all’imbarco. Che pacchia. Gloria ed io rimaniamo nella fila di chi non ha l’imbarco prioritario e ci rilassiamo. Stavolta siamo le ultime ad entrare e poco prima di salire in aereo la costringo a fare un orribile selfie, lì sulla pista di atterraggio e decollo. Ultima foto di questo viaggio. Ultimo click sfocato, brutto e iconico nella mia mente.

Due donne sono in piedi sulla pista di un aeroporto; una sorride alla fotocamera, mentre sullo sfondo, al tramonto, si vede una fila di persone in attesa di imbarcarsi su un aereo della Ryanair.

Stiamo ridendo, non so di cosa. Ma ci stiamo divertendo un sacco. Saliamo, prendiamo posto, vado a dare un bacio ad Alex che è seduto a due file da me, por si acaso se cae el avión, e prendo posto con Gloria che è accanto al finestrino e io al centro, proprio come l’andata. Quanto mi piace iniziare e chiudere allo stesso modo. Qualcosa sta finendo mentre le operazioni di rullaggio iniziano. E come sempre accade in questi momenti, il mio animo sente tutto nello stesso istante. La nostalgia ha già lasciato il posto a ciò che sta per venire, proiettata in avanti.

E mentre l’aereo decolla e guardo la nostra isola che si allontana dai miei occhi, ma non dal mio animo penso…

… penso a te che credi che il tuo mondo ruoti intorno a quella persona che scappa sempre e che senza di quella persona non sarai mai davvero felice… penso a te che lavori troppo e credi che il tuo valore sia nei risultati che ottieni… penso a te che hai sempre l’agenda pienissima e non ti prendi mai il tempo per goderti le cose, la calma, la vita… penso a te che ti guardi allo specchio e ti senti uno schifo perchè vedi i segni del tempo sulla tua faccia… penso a te che guardi tanto fuori e poco dentro, credendo che il modo in cui ti senti dipenda dall’opinione che gli altri avranno di te… penso a te che sei caduto e hai sentito la sconfitta sulla pelle, in un modo così forte che ti fa dubitare se valga la pena continuare a vivere… penso a chi rimanda sempre… a chi corre e corre per arrivare chissà dove… a chi è sempre inquieto… a chi vorrebbe, ma non osa….

E so che io sono stata te. Io sono te.

Ma so, che oltre a tutta questa esperienza interiore di fatica che abbiamo fatto, facciamo o faremo, siamo molto di più di questo. Infinitamente di più. Siamo qualcosa di eterno, meraviglioso ed inscalfibile. Lo sono io, lo sei tu.

Non sono qui a dirti che questa di Lanzarote sia l’esperienza migliore della tua vita. So che se aprirai il tuo animo le occasioni abbonderanno per te nel mondo, in ogni momento.

Io sono semplicemente qui a dirti che sei hai voglia di liberarti da tutto quello che ti ha limitato, se vuoi essere più felice e hai voglia di scoprire cosa ci sia oltre il limite di quello che credi possibile Alessandro ed io ci siamo e ci saremo. Ci saremo per affiancarti, ascoltarti, farti piangere, ridere e ascoltarti di nuovo. Ci saremo per lasciare che le tue più profonde intuizioni emergano per mostrarti chi sei davvero e cosa sei in grado di fare quando smetti di credere al vecchiume del tuo solito pensiero. Ci saremo per farti domande che nessuno ti fa, e che ti mostrano un potenziale in te, che è semplicemente incredibile.

E se mentre mi leggevi qualcosa dentro di te si è acceso e hai sentito un richiamo, una spinta, una sensazione che questo è quello che stai cercando e che vorresti vivere questa esperienza con noi, segui quella sensazione.

Seguila e basta. Perché è proprio così che la nostra saggezza più profonda lascia indizi, per guidarci verso la direzione giusta per noi, proprio ora.

8 al 15 ottobre 2026. Seconda edizione del corso esperienziale DISEGNANDO IL TUO DESTINO a Lanzarote. Partiremo da Bergamo. Al momento siamo in 6. Noi ci siamo. E se vuoi esserci anche tu, semplicemente, salta a bordo.

Hasta pronto.
Clara. Chiara (e Alex. Alessandro)

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