Trova il tuo ritmo di vita

Un uomo che si allaccia le scarpe per strada.

Hai mai pensato che possano esserci modi diversi di avanzare nella vita?

Oggi ti proporrò delle riflessioni sul ritmo con cui desideri avanzare e vivere la tua vita.

Più che riflettere su quello che vuoi creare, vivere o raggiungere, ti aiuterò a considerare il come lo farai, affinché tu possa trovare il tuo vero ritmo.

Se immagini la vita come un cammino è facile pensare che ci sia un punto dove sei proprio ora, la strada già percorsa con alcuni momenti che potremo definire “pietre miliari”, e probabilmente un cammino da percorrere di fronte a te.

Solitamente il cammino di fronte a te è la direzione che hai scelto, sceglierai o stai scegliendo di intraprendere. Ogni cosa che desideriamo per il nostro futuro e che ancora non esiste nel presente è una destinazione. Un punto immaginario in realtà, che ha il potere di guidare le nostre azioni concrete nel presente.

Un esempio di quanto questo possa essere potente e incredibile è quando un essere umano decide di cambiare in meglio qualcosa. Vede un possibile futuro in cui qualcosa sarà diverso; quel pensiero lo ispira e come conseguenza di quella sensazione che sente in sé, intraprende qualcosa di diverso. Magari inizia ad ascoltare in modo completamente nuovo le persone, e come conseguenza di questo impara cose su di loro che prima nemmeno notava.

Una destinazione potrebbe essere quella di apprendere una nuova lingua, come l’inglese. Ecco che la persona immagina un futuro dove sa fare qualcosa che ora non sa, come parlare una lingua straniera, e sceglie di muoversi verso quella specifica destinazione.

Se è vero che parte fondante di quello che facciamo con le persone Alessandro ed io, nel coaching e nei corsi, è scegliere destinazioni che siano davvero allineate ai nostri più profondi desideri, è vero anche che un aspetto importantissimo, ma che spesso sottovalutiamo è il come percorrere la strada da qui, ovvero il punto in cui sei proprio ora, a lì, ovvero il punto dove c’è la tua destinazione immaginaria.

Nel pensare al come le persone avanzano lungo percorso mi sono venute in mente alcune velocità di rotta, alcuni modi di approcciare i viaggi, e alcuni stili. Ognuno di essi non è né buono, né cattivo. Ognuno di essi ha dei punti di forza e dei punti deboli. E nel presentarli, credo sia interessante osservare quale senti più tuo, per poter avere un’andatura di viaggio che sia più giusta per te oggi.

Diversi ritmi, diverse esperienze

A seconda del modo in cui avanzi nel raggiungere la tua destinazione, a seconda di chi c’è al tuo fianco, a seconda della velocità di rotta e del ritmo di viaggio che adotti, la tua esperienza di viaggio sarà diversa. Nel considerare queste modalità, l’idea che ho è ampliare la tua scelta di movimento e ritmo mentre ti apri a nuove intuizioni sul tuo avanzare.

Sfrecciare

Avanzare ad altissima velocità, superando tutti. A volte è meraviglioso. Di solito si sfreccia da soli. Sfrecciare ha il vantaggio di farti procedere davvero rapidamente. Quello che accade quando sfrecci è che la tua attenzione deve essere molto focalizzata in avanti. Quello che naturalmente accade quando sfrecciamo è che ci perdiamo i dettagli di tutto quello che stiamo sorpassando ad alta velocità. La frase che risuonava nella mia testa quando pensavo allo sfrecciare era questa:

“Non puoi stupirti di un raggio di sole in una foresta, se non sei lì ad aspettare che il sole filtri tra i rami. Non potresti raggiungere i tuoi cari che vivono lontani se non esistessero aerei che in poche ore sfrecciano da un luogo ad un altro della terra”.

Rallentare

Rallentare è necessario per vedere i dettagli. Per ascoltare e comprendere. Nei recenti modi di comunicare ci viene data la possibilità di ascoltare a velocità doppia alcuni messaggi audio che riceviamo. Ora, sebbene possa comprendere che ci siano persone che usano a sproposito questi audio senza mai arrivare al punto, il velocizzare non necessariamente fa risparmiare tempo. La maggior parte dei risultati le persone li ottengono quando la loro mente rallenta. Rallentare dentro, per fare meglio fuori. I mistici di ogni religione e credo filosofico spirituale hanno puntato lo sguardo dell’essere umano a questo per millenni. La natura non fa nascere un bambino a 5 mesi, solo perché la mamma ha fretta di partorire.

Rallentare, come direbbe Joe Bailey, alla velocità della vita, è spesso la strategia che ci permette di fare in metà del tempo cose che di fretta sbagliamo o portiamo a termine in modi approssimativi.

Scegliere di rallentare è anche funzionale tutte le volte che siamo troppo stanchi, o frenetici. Sembra paradossale, ma maggiore è l’urgenza ad accelerare meno dovremmo assecondarla. Se ne vuoi una prova chiediti questo: ti sei mai pentito di qualcosa che hai fatto per la troppa fretta di rispondere? Probabilmente sì. Eppure non ho mai sentito qualcuno pentirsi di qualcosa che ha fatto dopo averci dormito su una notte, lasciando depositare l’agitazione. Rallentare è spesso buona cosa per avere un andamento di corsa attento, in ascolto profondo di sani ritmi creativi.

Ci sono momenti in cui tuttavia rallentare non è cosa buona. Rallentare per aspettare qualcuno per esempio. A volte è importante aspettare chi è rimasto indietro. A volte no. Frenare una corsa che è in un flusso meraviglioso, per andare alla velocità di chi non ha desiderio di andare al tuo ritmo, non fa bene a nessuno. A volte rallentiamo per godere della compagnia di chi amiamo e va ad una velocità diversa dalla nostra. A volte rallentiamo per aiutare qualcuno in difficoltà. Nulla è sempre giusto, nulla è sempre sbagliato e quando rallenti dentro hai la capacità di vedere se e quando rallentare per aspettare qualcosa o qualcuno.

Un cavallo e una formica non vanno alla stessa velocità, perché sono strutturalmente diversi. Servono ad un scopo diverso. Un cavallo che cercasse di avere il ritmo di una formica, non sarebbe un cavallo realizzato. Una formica che cercasse di galoppare veloce sui prati sarebbe innaturale. Un cavallo e una formica possono godere l’uno dell’altra, ma avranno sempre velocità diverse perché diversa è la loro natura.

Accelerare

Anche accelerare ogni tanto è necessario. E ogni tanto è entusiasmante. Va fatto nei momenti giusti, quando abbiamo l’energia per farlo. Più corri veloce, in strada e nella vita, più gli impatti possono essere davvero pericolosi. E quando la nostra mente accelera per troppo tempo, va in tilt. Non mancano esempi di persone al vertice della loro carriera che hanno un esaurimento nervoso.

In ogni caso, se acceleri è necessario cambiare marcia. Andare in seconda accelerando manda il motore su di giri. Se acceleri, devi cambiare marcia. E nella vita cosa significa? Che a volte per accelerare, devi contemporaneamente alzare il livello delle tue abilità. Recentemente un mio amico che è diventato padre per la seconda volta, mi raccontava che alcuni studi sullo sviluppo del bambino riportano che il bambino in fase 0-3 si focalizza prima sul movimento e poi sul linguaggio perché sviluppa una abilità alla volta. Prima di poter chiacchierare camminando mano nella mano con mamma e papà chiedendo loro il perché di tutto insomma, e facendolo con una estrema facilità, il bambino ha speso anni a sviluppare prima un’abilità motoria e poi oratoria, poi le ha messe insieme. Questo è accelerare scalando la giusta marcia, solo dopo che hai innalzato il livello delle abilità.

È banale e scontato, ma come tutte le cose semplici ed ovvie quando le comprendi davvero, passi alla marcia superiore: per accelerare devi avere la giusta marcia inserita, altrimenti il motore va su di giri. E questo vale per le auto come per la mente umana.

Fermarsi

Una donna con scarpe da corsa gialle in piedi su una pista.

Fermarsi per me ha più sfumature. La prima è fermarsi quando c’è stanchezza, per ricaricarsi.

La seconda è fermarsi per assaporare qualcosa di bello lungo la strada… e più vado avanti più mi rendo conto che è raro non trovare qualcosa di bello lungo la strada.

La terza è fermarsi quando comprendo di essere arrivata dove volevo. La destinazione è raggiunta. A volte le persone sono esattamente dove volevano essere all’inizio del loro viaggio, ma non se ne accorgono.

Credimi, capita a tutti. A volte per capire che sei arrivato, devi fermarti.

Partire di nuovo

Una volta giunti dove volevamo, spesso, ci viene da muoverci ancora verso nuove direzioni.

È qualcosa di poetico, meraviglioso e incredibilmente emozionante che fanno gli esseri umani, quando alla fine di un pezzo di strada importante, raggiunta una destinazione, ne vedono una nuova che li ispira ad avanzare verso nuovi orizzonti. Qui non ho nulla da dire, tranne il silenzio di chi osserva ammirato questo movimento della vita… in avanti.

Trova il tuo vero ritmo

Avere una meravigliosa esperienza della vita, per me oggi, significa comprendere non solo intellettualmente ma intuitivamente, che l’unica cosa che può darci una pace infinita è la realizzazione profonda che la felicità, l’amore e la libertà sono la mia essenza e quella di chiunque altro ogni volta che la nostra mente è sgombra, pulita e priva di interesse per il troppo pensare. Allora mi viene da dire che trovare il nostro vero ritmo, è una scoperta che cambia di giorno in giorno per ognuno di noi.

Quello che andava bene ieri, non è detto che vada bene oggi, ma esiste un tuo fluire interno che con grande maestria è programmato per segnalarti quando è il momento di sfrecciare, di rallentare, di accelerare, di fermarti e di partire di nuovo.

E la sensazione di “giustezza” che sentirai di momento in momento è la chiave per combinare la tua velocità di rotta in questa vita. Al tuo unico e meraviglioso ritmo.

In avanti allora, al tuo ritmo.

PS: Benvenuto o benvenuta in questo nuovo blog. Ci auguriamo di fare insieme a te una meravigliosa esperienza di esplorazione di quello che rende l’essere umano capace di creare la vita che ha sempre sognato!

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